Itinerari turistici

 

Garda, situata proprio alla metà della riviera orientale dell’omonimo lago, si affaccia su un ampio golfo. Il suo territorio, chiuso a meridione dalla Rocca, a settentrione dal monte Luppia e, a levante da una corona di colline, non è molto esteso, ma è ricco di attrattive ambientali, storiche e turistiche. Numerose sono le possibilità di effettuare passeggiate in mezzo alla natura.

Un primo itinerario è quello che dal lungolago porta, lungo la spiaggia, verso punta San Vigilio, uno dei gioielli del Garda, che costituisce l’ultima propaggine del monte Baldo verso il lago, formando una penisola che chiude a nord-ovest l’ampio golfo di Garda. La sua splendida villa, la chiesetta, la storica locanda, il porticciolo, la Baia delle Sirene rappresentano soggetti che possono essere annoverati tra le meraviglie del lago. Grazie alla sua bellezza, San Vigilio è sempre stato meta privilegiata di visitatori illustri, tra i quali ricordiamo Maria Luigia duchessa di Parma, nel 1816, l’imperatore Alessandro di Russia, nel 1822, il re di Napoli, nel 1823, Winston Churchill, Laurence Olivier e Vivien Leigh, il principe Carlo d’Inghilterra, in epoca più recente. Sulla punta estrema del promontorio sorge la chiesa dedicata a San Vigilio. Su di una facciata porta una nicchia, visibile solo dal lago, nella quale è sistemata una statua di San Giovanni Nepomuceno, protettore dei naviganti. Accanto alla chiesetta si trova villa Guarienti, costruita nella prima metà del Cinquecento per l’umanista Agostino Brenzoni, su disegno dell’architetto Sanmicheli. La grande villa, a loggiati, sorge in mezzo ad un giardino ricco di piante ornamentali, di statue marmoree e di lapidi di gusto rinascimentale.

Appena sopra San Vigilio si erge il monte Luppia, dal quale si domina il lago. Magnifico è il panorama sulla “Baia delle Sirene” che si può ammirare dalla località “Castei”.

Passeggiando tra i boschi del monte Luppia, si possono osservare su alcune rocce, levigate dall’antico ghiacciaio del lago, le incisioni rupestri di età preistorica, raffiguranti uomini, animali, utensili e graffiti più moderni.

Un’altra passeggiata di grande fascino è la salita all’altro colle di Garda, la Rocca e la si può effettuare attraverso due diversi itinerari che partono entrambi dalla chiesa parrocchiale.

Si arriva al cosiddetto “Caval della Rocca”, un avvallamento fra le due cime del colle. Prendendo il sentiero di destra si raggiunge, in breve tempo, la sommità, da dove si ammira un ampio panorama sul lago. Dallo stesso avvallamento, girando verso sinistra, si raggiunge l’altra cima della collina, su cui si trova l’Eremo dei Camaldolesi che è stato costruito dai frati di San Romualdo, i quali l’hanno gestito fino ai nostri giorni. All’interno la chiesa conserva una pala raffigurante San Romualdo di Palma il Giovane e un San Giorgio di Giovanni Tedeschi.

Altro percorso di grande fascino è quello della Val dei Molini. La passeggiata prende l’avvio nel punto in cui la strada per Costermano interseca il letto del torrente Tesina. Numerose sono le attrattive naturalistiche e geologiche: sui fianchi della valle, scavata dal piccolo corso d’acqua, nel corso dei secoli, si possono osservare le stratificazioni fluvio-glaciali. Grazie all’abbondanza delle acque, qui un tempo si contavano diversi mulini: uno di questi, ancora visibile, risale al ‘600.

La valle merita di essere frequentata anche come attrezzato “percorso della salute”.

Garda conta tre spiagge: la prima si trova a meridione, la seconda è quella settentrionale, la più frequentata, grazie alla sua maggiore ampiezza, la terza è quella denominata “Baia delle Sirene”, presso punta San Vigilio. Una passeggiata consigliata è quella che da Garda conduce a Bardolino lungo la riva del lago.

L’architettura del centro storico conserva intatto l’impianto urbanistico antico, fatto di edifici che si affacciano su stretti vicoli. Fra questi sono numerosi i palazzi e le ville che costituiscono la testimonianza di quelle famiglie nobili che scelsero Garda come dimora o luogo di vacanza nel corso dei secoli. Palazzo dei Capitani, di architettura gotico-veneziana, si specchiava una volta su un porticciolo, che fu in seguito interrato e diede origine all’attuale piazza Catullo.

Questo palazzo, che la tradizione dice fosse spesso abitato dal Capitano del lago, il magistrato che rappresentava l’autorità di Venezia, fu costruito fra il XIV e il XV secolo.

La villa Carlotti sorge accanto alla Torre Civica ed è una costruzione ampia del XVI secolo che termina in un edificio, detto la Losa, comprendente un portico al pianterreno (originariamente una darsena) e un loggiato-belvedere al primo piano. Venne edificata su disegno del Sanmicheli per fornire al palazzo uno sbocco sul lago.

Presso la Porta Settentrionale si trova il Palazzo Fregoso, costruito agli inizi del Cinquecento dal condottiero genovese Cesare Fregoso, esule dalla natia Genova e passato al servizio di Venezia.

La facciata meridionale del palazzo, di cui rimane una bella bifora al primo piano e una scala d’accesso che arriva al portale di entrata, testimonia di un edificio che doveva essere ben più ampio e maestoso di quello che si può vedere attualmente.

Poco fuori dell’abitato di Garda, sulla strada verso San Vigilio, sorge la cinquecentesca Villa Degli Albertini, circondata da un magnifico parco racchiuso da mura merlate.

Il suo aspetto odierno, simile ad un castello medioevale, è dovuto ad una ristrutturazione ottocentesca.

Intatta rimane invece la facciata occidentale del Cinquecento. Poco lontano dalla villa sorge la chiesetta dedicata a San Carlo Borromeo. Villa e chiesa furono costruiti dai Becelli, feudatari di Costermano e proprietari di tutta la fascia costiera tra Garda e San Vigilio.

Passata in proprietà ai conti Degli Albertini nel Settecento, è nota per aver ospitato per alcuni giorni Carlo Alberto durante la prima guerra d’indipendenza (giugno 1848).

Sulle sponde del lago tra Garda e San Vigilio, sorge Villa Carlotti-Canossa, costruita dai marchesi Carlotti tra ‘700 e ‘800 quando lasciarono il loro antico palazzo nel centro di Garda.

In mancanza di eredi diretti la villa passò poi nel ‘900 ai marchesi Canossa di Verona.

Il palazzo, ingrandito verso la fine dell’Ottocento, presenta una tipica architettura settecentesca. Di notevole ampiezza è il parco che si apre davanti alla facciata della villa.

All’entrata sud del paese si incontra la Chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta. La parte più antica della chiesa è costituita dalla canonica e dal chiostro, dove rimane, a testimonianza della chiesa più antica, un frammento di ciborio longobardo, sistemato sopra una porta, con i simboli del pavone, del frumento e dell’uva.

Risale al 1500 la forma attuale della chiesa, a cui fu aggiunto il campanile nel 1571.

Conserva pregevoli opere d’arte, quali i confessionali di legno del Brustolon, la pala dell’altare di San Luigi, opera di Palma il Giovane, la pala dell’Annunziata del Paglia e l’antico affresco della sacrestia.

Sul campanile è murato un angelo di epoca longobarda. Notevole è il chiostro che presenta resti di affreschi.

Oltre alla Chiesa parrocchiale, in Garda sono presenti altre quattro chiese: Santo Stefano, San Bernardo, San Carlo e San Vigilio.

Semplice e spoglia è la chiesa di Santo Stefano, poco fuori della porta meridionale del centro storico. All’interno presenta tuttavia un’opera d’arte di pregio: il martirio di Santo Stefano del Farinati.

Altra chiesetta, di origine antica, piccola, ma importante, è quella di San Bernardo, ai piedi della Rocca. Il 20 agosto, giorno di San Bernardo, vi si celebrano alcune messe a cui partecipa numerosa la comunità gardesana.

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