Tra storia e leggenda

Garda -Veduta della RoccaMolto è stato scritto e detto sul lago di Garda: poeti e scrittori di tutto il mondo hanno cantato e mitizzato il suo paesaggio, esaltando la magia suggestiva delle acque e dei monti che lo racchiudono con leggende e fiabe di particolare bellezza.

Secondo il poeta benacense Floriani, il lago di Garda ha origine in una notte misteriosa, quando alcuni Angeli scesero sulla terra e riempirono di acqua turchina una grande valle deserta, donarono alle sponde fiori e giardini, lasciarono sullo specchio d’acqua una flotta di vele variopinte e poi, tra inni e canti di gloria, scomparvero in Cielo, per  scrivere sul Libro d’Oro che in quella notte era nato il Lago di Garda.

Numerose favole di ispirazione mitologica, legate alla presenza dei Romani e ai loro miti pagani, invece, ci riportano a ninfe, driadi e altre figure mitiche per giustificare la denominazione di alcune località gardesane: il nome del lago stesso, ad esempio, come riporta il Lenotti sul testo “Le leggende del Garda”, sembrerebbe derivare dal nome della ninfa Garda, figlia del fiume Benaco, la quale andò in moglie al fiume Sarca, in cambio della fusione delle acque dei due fiumi e la formazione di un lago ampio come il mare. Lo stesso mito spiegherebbe l’origine del fiume Mincio, nato dall’unione della ninfa Garda e del Sarca e l’origine divina del poeta Virgilio, a sua volta figlio di Mincio e della ninfa Maia, illustre per stirpe e famosa per bellezza.

mostro-460x250Alcune di queste leggende, poi, col tempo sono state accettate come leggende di dominio comune e così, lo scoglio della Stella, posto di fronte a San Vigilio, deriverebbe dall’amore sfortunato tra il dio Vigilio e la ninfa Stella; l’isola di Trimelone (situata al largo del paese di Assenza), invece, ricorderebbe i due vecchi fratelli “tremuloni”, ammirati ovunque per il loro commovente amore fraterno e la bontà, che vennero inghiottiti dalle onde del lago e trasformati dagli dei in due scogli vicinissimi, uniti da una dorsale subacquea; il carpione rigato “vanto del Garda”, sarebbe dono del dio Saturno, mentre dal dio Benaco i pescatori ricevettere le sardene, “pesce della provvidenza”.

Tra le leggende storiche, infine, ricordiamo quella della Regina Adelaide prigioniera della Rocca di Garda. Adelaide è un personaggio storico realmente esistito, ma la sua storia si intreccia con numerosi elementi leggendari che rendono difficile una reale interpretazione dei fatti. Nata il 27 giugno 931 da Rodolfo II re di Borgogna e di Berta Malaspina di Lucca, all’età di sei anni venne promessa in sposa a Lotario re d’Italia, con il quale convolò a nozze nel 947. Molti cronisti scrissero di lei e tutti, antichi e recenti, concordano sulla sua straordinaria bellezza e bontà d’animo, tuttavia la sua vita fu tormentata da una serie di sciagure, da lei superate grazie alla  profonda fede cristiana.

locandina-Bacco-22-dicembre-930x340Un primo sconvolgimento fu la morte dell’amato marito per avvelenamento, probabilmente ad opera di Berengario II marchese di Ivrea, il quale dopo il rifiuto di Adelaide di sposare in seconde nozze il figlio Adalberto, prima la sottopose ad inaudite torture e poi, sembra,  la rinchiuse in una torre della fortezza situata sulla Rocca Vecia di Garda. La giovane regina, trovatasi improvvisamente privata del marito, del regno e della sua stessa libertà, trascorse qui la sua prigionia per quattro lunghi e tristi mesi, insieme a un’ancella e a tal frate Martino, il quale  riuscì a scavare un cunicolo sotto le mura del castello e a far fuggire la prigioniera. E qui  subentra la leggenda: su come  Adelaide riuscì a fuggire da Garda e a raggiungere prima Mantova e poi Canossa senza essere scoperta non vi è alcuna certezza, ma ancora oggi la grotta detta comunemente del Cesiol viene più comunemente definita come grotta di Adelaide in ricordo di quella mitica via di fuga e una strana roccia posta sul pianoro del colle sopra Garda viene ricordato come la poltrona della Regina Adelaide.

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